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Il Paese




La Storia


Si racconta che, una principessa araba, convertitasi al cristianesimo, fuggì da casa per andare a vivere tra i pastori dei quali divise ed alleviò miseria e pene.





Il racconto del passaggio della principessa di nome Elisabetta ascoltato nell'infanzia come esempio di un grande gesto umanitario,suscitava commozione e forniva le prime rudimentali notizie sulle origini del paese di S.Elisabetta.

In realtà, Il paese fu fondato nel 1620 con il nome di “ Cometa ” ad opera del signore Nicolò Giuseppe Montaperto marchese di Raffadali, figlio di Eleonora e Pietro Montaperto. Nel XVII secolo appartenne prima alla nobile famiglia dei Bonanno e poi ai principi Lanza. Il nome Santa Elisabetta fu dato poi al paese in onore dell'omonima santa. Nel 1816 gli Inglesi abolirono il feudalismo in Sicilia, e nel 1828 il borgo divenne frazione di Aragona fino al 1955 , anno in cui ottenne l'autonomia amministrativa con legge Regionale 28 gennaio 1955.




Grazioso centro agricolo, Santa Elisabetta si distingue per la cospicua produzione di grano, uva, mandorle, pistacchi, olive e formaggi. Fiorente è l'allevamento di ovini e caprini. Il comune di S. Elisabetta conta oggi 3.227 abitanti (Sabbittisi ) e ha una superficie di 1.617 ettari per una densità abitativa di 200 abitanti per chilometro quadrato. Sorge in una zona collinare interna,posta a 425 metri sopra il livello del mare. Così scrive Stefano Milioto in uno dei suoi libri intitolato appunto “Racconti di Cometa” “ Cometa,una manciata di case buttate su una collina, di pochi abitanti, un mondo chiuso e pur vivo, piccolo e infinito, in cui tutto, amori, passioni, interessi, si consumava in tutti e tra privato e pubblico c’era una appena percettibile linea di demarcazione,un filo di ragnatela. E tuttavia era una condizione di emarginazione, di solitudine, di staticità, di frustrazione, di condanna “.

Belli da visitare sono i siti archeologici di Guastanella , Keli, Monte Comune e i meravigliosi pannelli cromatici che si trovano in piazza San Carlo.

Il municipio è sito in piazza Giovanni XXIII°. Santa Elisabetta dista 22 Km. Da Agrigento, alla cui provincia appartiene.

Piazza San Carlo





Piazza San Carlo ( ncapu u chianu ) Secondo la tradizione vi si trovava la chiesa di S.Carlo. Oggi ristrutturata e rimodernata, è ornata da cinque bellissimi pannelli in ceramica riproducenti il ciclo del grano. Su questa piazza il 6 Gennaio di ogni anno si svolge la rappresentazione della “ pastorale di nardu ”.




Corso Umberto I°









È il corso principale lungo circa 1 km. che attraversa tutto il paese tagliandolo in due.



"U Capu"







Ai piedi del monte Comune, a pochi passi dal paese, sgorga l’acqua della sorgente del Capo, lavatoio comune fino a non molti anni fa, prima che non venisse sconvolta nel suo suggestivo impianto originario.



Piazzetta Dell'Unità






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